LA RIAPERTURA DELLE SCUOLE E IL RUOLO DELL'EDUCAZIONE DA REMOTO. 

 

Condividiamo l'appello rivolto dal filosofo Massimo Cacciari insieme ad altri 16 intellettuali sulla riapertura delle scuole e il ruolo dell'educazione da remoto. 

Sulla riapertura è intervenuta nei giorni scorsi anche Stefania Giannini, Direttore Generale Aggiunto dell'Unesco per l'Educazione, insieme ai suoi colleghi di Unicef e Banca Mondiale, evidenziando la natura globale di questa sfida, considerato che negli ultimi due mesi il 90% della popolazione scolastica (1.57 miliardi tra giovani e bambini) è stata colpita dalla chiusura delle scuole. In 100 dei 190 paesi interessati ancora non è stata presa una decisione sulla loro riapertura mentre in 32 già si sa che l'anno scolastico terminerà con lezioni da remoto.
Come e quando ripartire è una decisione complessa che deve tenere conto di numerose variabili, ci dicono Unesco, Unicef e Banca Mondiale. Quale gradualità e rischio di riaccendere focolai di trasmissione del virus? Quale l'impatto del lockdown sulla salute mentale e lo sviluppo socio-emotivo dei più piccoli? Quale il reale livello di apprendimento con l'insegnamento a distanza? Quale l'impatto delle varie forme di ineguaglianza digitale non solo tra paesi più o meno avanzati ma anche al loro interno, a seconda dei livelli di povertà o del luogo di residenza?
Per affrontare la sfida della riapertura le tre Agenzie suggeriscono di adottare processi decisionali trasparenti e partecipativi coinvolgendo genitori, insegnanti, studenti in modo da costruire un nuovo equilibrio, visto che non si tratterà di un semplice ritorno al passato. Andranno introdotte misure igieniche e forme di distanziamento, valutata la qualità dello studio a distanza di questi mesi, potenziato l'utilizzo delle tecnologie digitali come strumento stabile di insegnamento, ancorché parziale. La creatività nell'uso delle nuove tecnologie avrà un ruolo fondamentale.
Per leggere l'intervento integrale cliccare qui.