#UFFIZIDECAMERON

 

L'emergenza pandemica in corso obbliga a ripensare i modelli di fruizione delle opere d'arte nei principali musei della penisola.

Un esempio molto interessante ci viene dal Direttore degli Uffizi, Eike Schmidt, che punta nell'immediato ad una fruizione virtuale e gratuita del museo pubblicizzata con la campagna social dall’hashtag #UffiziDecameron. Ogni giorno vengono pubblicati video, immagini e contenuti dedicati a Raffaello e ad altri Maestri esposti nel museo affinché essi possano essere apprezzati da casa evitando “ogni contagio tranne quello della bellezza”. Il museo sta inoltre proponendo delle visite virtuali di alcune sue opere, per ora gratuite, anche in inglese e spagnolo, nella consapevolezza che queste, pur non potendo sostituire l’esperienza diretta dell’arte, contribuiranno comunque a stimolare la curiosità degli utenti e il loro desiderio di vedere dal vivo quello che hanno appreso online.

Ma quel che più conta è che questa crisi pandemica, seguendo le riflessioni di Schmidt, dovrà essere l’occasione per ripensare il rapporto tra musei e turismo. Una volta riaperti gli Uffizi continueranno il percorso già intrapreso con la sperimentazione dello “slow museum”, un modello di fruizione più lenta, rilassata e approfondita tramite ingressi scaglionati, percorsi alternativi e un meccanismo intelligente per eliminare le file che si basa su un sistema informatico in corso di potenziamento, sviluppato con l'Università de L'Aquila. Insomma qualità della visita e garanzia di gestione del distanziamento sociale, comunque necessario almeno nella prima fase della riapertura, tendono a coincidere a favore della sostenibilità. E d'altra parte un museo dovrebbe essere concepito, riconosce Schmidt, come una biblioteca in cui si leggono i libri e si torna più volte, senza trovarsi mai intrappolati in una ressa.

Un percorso parallelo a questo riguarda la distribuzione dei flussi turistici in itinerari culturali alternativi, uno degli strumenti più utilizzati per evitare assembramenti nei luoghi di maggior richiamo turistico nelle città d'arte. Per questo si sta lavorando anche su tariffe agevolate per visitare Palazzo Pitti e i Giardini di Boboli, una delle ville e giardini medicei riconosciuti come bene del Patrimonio Mondiale nel 2013 dall’UNESCO, e su abbonamenti annuali che mirino a disincentivare il turismo di massa e a favorire la fruizione multipla, scandita e approfondita.

L'auspicio ancora una volta è quello di tornare ad uscire da casa per muoverci in un mondo migliore di quello che abbiamo conosciuto prima del lockdown