IMPATTO DEL COVID-19 SUI SITI DEL PATRIMONIO MONDIALE E SUL SETTORE DEL TURISMO.

 

L’emergenza pandemica sta colpendo anche i siti iscritti nella lista del Patrimonio Mondiale. L’UNESCO ha pubblicato una mappa sulle conseguenze del COVID-19 nei 167 paesi in cui sono presenti i 1121 siti del Patrimonio Mondiale. Ne emerge che 119 stati hanno chiuso totalmente i loro siti (71%), 17 hanno lasciato i loro siti aperti al pubblico (10%) mentre 31 (19%) hanno attuato una chiusura parziale. L’impatto sulle comunità locali è sensibile se solo consideriamo lo stretto legame tra siti del Patrimonio Mondiale ed economia legata al turismo culturale.

Tutto il settore del turismo, che si basa in maniera preponderante sull’interazione tra persone, è in realtà in crisi come ci dice l’Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT) le cui stime per il 2020 prevedono un calo degli arrivi di turisti internazionali tra il 20-30%, rispetto alla crescita stimata del 3-4% prevista all'inizio di gennaio 2020 a livello mondiale. Ciò potrebbe tradursi in perdite intorno ai 300-450 miliardi di dollari con un forte impatto negativo sulle piccole e medie imprese, che rappresentano circa l'80% del settore turistico. A inizio aprile secondo l’Organizzazione il 96% di tutte le destinazioni in tutto il mondo ha introdotto restrizioni di viaggio in risposta alla pandemia.

Per restare aggiornati sulle notizie e gli sviluppi, si puo visitare il sito dell’OMT .  L’Organizzazione è inoltre attiva sui mezzi di comunicazione di massa con l’hashtag #TravelTomorrow che racchiude un messaggio di solidarietà e speranza, attraverso il quale chiede un atteggiamento di responsabilità condivisa tra i viaggiatori e il settore turistico in tutto il mondo per affrontare la pandemia di coronavirus COVID-19.