DICHIARAZIONE SUL COVID-19: CONSIDERAZIONI ETICHE SECONDO UNA PROSPETTIVA GLOBALE. 6 APRILE 2020

 

In un questo momento di grave crisi sanitaria, due organi consultivi UNESCO, attivati negli anni ’90 in risposta alle urgenze etiche e scientifiche e per salvaguardare principi di libertà e dignità contro i rischi di abusi della ricerca bio-medica quali il Comitato Internazionale di Bioetica (CIB), nella cui composizione figura la Professoressa Laura Palazzani, e la Commissione Mondiale per l'Etica della Conoscenza Scientifica e delle Tecnologie (COMEST), di cui è membro il Professor Amedeo Santosuosso, hanno evidenziato la necessità di elaborare delle soluzioni comuni e fondate sui diritti umani per affrontare una sfida che oltrepassa i confini nazionali e politici così come le differenze culturali. I governi dovrebbero essere guidati da uno spirito di solidarietà e cooperazione, caratteristica che ha permesso all’essere umano di sopravvivere ed evolversi, e basare la propria azione su:

  • politiche sanitarie e sociali fondate non solo su solidi principi scientifici ma su un dialogo che coinvolga anche considerazioni di carattere etico;
  • principi di giustizia ed equità nell’allocazione delle risorse sanitarie tutelando la salute come un diritto di ogni essere umano così come stabilito dall’Articolo 14 della Dichiarazione Universale sulla Bioetica e i Diritti Umani (2005) per il quale: “il godimento del più alto standard possibile di salute è uno dei diritti fondamentali di ogni essere umano, senza distinzioni di razza, religione, credo politico, condizione economica e sociale”;
  • la tutela degli individui più vulnerabili della società resi ancora più vulnerabili dall’emergenza sanitaria ponendo particolare attenzione alle vittime di violenza domestica e alle persone che vivono già in situazioni economiche molto precarie;
  • il fatto che il diritto alla salute può essere garantito solo attraverso il dovere alla nostra salute e a quella degli altri affermando la responsabilità di ognuno nel rispettare le misure preventive al fine di ostacolare la diffusione del contagio;
  • un accesso all’informazione che deve essere puntuale, chiaro, trasparente e garantito a tutti indipendentemente dall’età, le condizioni di vita e il livello d’istruzione;
  • la costituzione di un comitato che coordini globalmente i risultati delle ricerche scientifiche effettuate a livello locale come auspicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nell’esprimere l’importanza di condividere i dati in modo trasparente e i benefici della ricerca scientifica in favore di tutta l’umanità;
  • il rispetto dei diritti umani e di valori come quello della riservatezza nell’utilizzo delle tecnologie digitali e dei mezzi di comunicazione sociali;
  • la collaborazione internazionale nell’ostacolare la diffusione di orientamenti discriminatori e xenofobi che rischiano di proliferare a causa della chiusura dei confini tra paesi e dell’isolamento sociale.

La diffusione incontrollata di questa pandemia ha dunque dimostrato in primo luogo, la debolezza dei sistemi sanitari nazionali di diversi paesi e le disuguaglianze nell’accesso a quest’ultimi. D’altro canto, il virus ha evidenziato il rapporto di dipendenza che esiste tra i paesi, oggi più che mai incitati alla cooperazione internazionale e alla solidarietà. Il Comitato Internazionale di Bioetica e la Commissione Mondiale per l'Etica della Conoscenza Scientifica e delle Tecnologie hanno inoltre sottolineato la responsabilità dei paesi più ricchi nell’aiutare quelli più poveri e hanno invocato la necessità di punire ogni forma di traffico e/o corruzione che mini alla realizzazione dei suddetti principi.

La versione completa dello “Statement on COVID-19: Ethical Considerations from a Global Perspective” (Dichiarazione sul COVID-19: Considerazioni Etiche secondo una Prospettiva Globale) in lingua inglese e francese è consultabile al seguente indirizzo: https://unesdoc.unesco.org/ark:/48223/pf0000373115.