L'UNESCO RIUNISCE CON UN INCONTRO VIRTUALE I MINISTERI DELLA RICERCA SCIENTIFICA DI TUTTO IL MONDO. 30 MARZO 2020

 

Il 30 marzo scorso l’UNESCO ha ospitato un incontro virtuale dei rappresentanti dei ministeri della ricerca scientifica di tutto il mondo. Hanno partecipato 77 Ministri da 122 paesi, oltre alla Commissaria Europea per l’Innovazione, la Ricerca, la Cultura, l’Educazione e la Gioventù Mariya Gabriel, la Commissaria dell’Unione Africana per le Risorse Umane, la Scienza e la Tecnologia Sarah Anyang Agbor e il dr Soumya Swaminathan, capo scienziato dell’OMS.
Scopo dell’incontro, lo scambio di vedute sul ruolo della cooperazione internazionale nella scienza e l’aumento degli investimenti nel contesto del COVID-19. Si è parlato anche di “open science”, sulla quale l’UNESCO lavora già dal novembre 2019 per adottare una Raccomandazione Internazionale.

Cosa è l’open science? Un nuovo approccio alle procedure scientifiche basato sul lavoro congiunto e su nuovi metodi di diffusione delle conoscenze utilizzando tecnologie digitali e innovativi strumenti di collaborazione.
Ciò significa mettere insieme le conoscenze, adottare misure per sostenere la ricerca scientifica, ridurre la differenza di conoscenza tra i paesi, mobilitare i decisori , ricercatori, innovatori, editori e società civile per consentire il libero accesso ai dati scientifici, ai risultati delle ricerche, alle risorse educative e alle strutture per la ricerca, rafforzare il legame tra scienza e decisioni politiche per andare incontro ai bisogni sociali, aprire la scienza quando i confini sono chiusi.
Citando le parole del Direttore Generale dell’UNESCO Audrey Azoulay nel suo appello ai governi affinché integrino l’open science nei loro programmi di ricerca per prevenire e ridurre la crisi globale: “The time has come for us to commit all together”.